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La Tesoreria non è la causa ma l'effetto di una strategia sbagliata

Perché non puoi curare l’azienda guardando solo il conto in banca.

Chiara BastianelliPartner & CFO

Pubblicato

Quanto sei un CFO o un professionista della Finanza aziendale spesso ti arrivano richieste allarmate di collaborazione dagli imprenditori perché “non c’è liquidità”.

Le dinamiche sono quasi sempre simili “Mi serve uno strumento di tesoreria, un software per monitorare i flussi, o forse dobbiamo rinegoziare con le banche”.

È una reazione comprensibile: la mancanza di cassa è il sintomo più doloroso, quello che ferma la produzione e blocca gli stipendi. La dura realtà però è che concentrarsi sulla tesoreria quando l’azienda sanguina è come cercare di curare una frattura scomposta mettendo un cerotto sulla pelle.

Il problema non è quasi mai nel “come” gestiamo i soldi che abbiamo (Tesoreria), ma nel “perché” non ne stiamo generando abbastanza (Pianificazione e Strategia). Leggere il libro della finanza aziendale partendo dalla fine, cioè dal saldo del conto corrente, è un palliativo pericoloso. Ecco come dobbiamo risalire alla fonte, passo dopo passo.

1. Il Sintomo: la liquidità non è solvibilità

La tesoreria gestisce la liquidità, ovvero la capacità di far fronte agli impegni a breve termine, ma la crisi di liquidità è spesso solo l’ultimo stadio di una malattia più grave: la crisi di solvibilità o di redditività economica.

Spesso vedo aziende che cercano di ottimizzare i giorni di valuta o spostare pagamenti (azioni tattiche di tesoreria) mentre il vero problema è strutturale: il ciclo operativo consuma più risorse di quante ne produca. In finanza, analizziamo questo fenomeno attraverso il Ciclo di Conversione di Cassa (Cash Conversion Cycle). Se i giorni di incasso dai clienti (DSO) si allungano o le scorte di magazzino (DHO) si gonfiano senza un corrispondente aumento delle vendite, l’azienda sta bruciando cassa operativa.

Nessun software di tesoreria può risolvere un magazzino obsoleto o un cliente che non paga… quello è un problema di gestione operativa, non finanziaria.

2. La Diagnosi: la qualità degli utili

Il secondo errore che vedo commettere è confondere l’utile contabile con la cassa.

“Ma il bilancio dice che siamo in utile!”, esclamano spesso gli imprenditori.

Qui dobbiamo sfatare il mito: l’utile è un’opinione contabile, la cassa è un fatto. Un’azienda può mostrare profitti ma fallire per cassa se la qualità degli utili è bassa.

Se l’utile netto è significativamente superiore al flusso di cassa operativo (Operating Cash Flow), siamo davanti a un campanello d’allarme rosso. Significa che stiamo registrando ricavi che non stiamo incassando o stiamo “immagazzinando” costi nello stato patrimoniale. Risalire alla fonte significa analizzare se il modello di business genera Free Cash Flow reale, ovvero cassa libera disponibile per ripagare il debito e remunerare gli azionisti, o se stiamo solo producendo carta contabile.

3. La Causa originaria di ogni male: scelte di investimento sbagliate

Andando ancora più a monte, la crisi di cassa odierna è quasi sempre figlia di decisioni di investimento sbagliate prese anni fa. Qui entra in gioco la Pianificazione Finanziaria.

Ogni volta che l’azienda ha deciso di comprare un macchinario, aprire una filiale o lanciare un prodotto, ha fatto una scommessa. Se quella decisione non è stata supportata da un’analisi del Valore Attuale Netto (qui potete approfondire) verificando cioè che i flussi di cassa futuri attesi superassero il costo dell’investimento e il costo del capitale, la cassa ne pagherà poi le conseguenze. Una Tesoreria in crisi è spesso il cimitero di progetti con NPV negativo che non sono stati fermati in tempo, approvati da manager che non hanno chiaro il concetto di “valore dell’investimento” ma hanno potere di budget. La strategia aziendale deve basarsi sulla capacità di generare flussi di cassa futuri, non sulla speranza.

4. La Terapia: dal forecasting allo Stress Test

Quindi, come si “sistema la Tesoreria”? Smettendo di guardare solo al saldo di ieri e iniziando a modellare il domani.

• Forecasting dei flussi di cassa: dobbiamo costruire modelli predittivi che stimino le necessità di capitale circolante e gli investimenti necessari per sostenere la crescita,.

• Scenario Analysis e Stress Testing: non basta un budget statico. Dobbiamo chiederci: “Cosa succede alla nostra cassa se le vendite calano del 20%? O se i tassi d’interesse salgono?”. Questo approccio, tipico della gestione del rischio, ci permette di vedere il muro prima di schiantarci, dandoci il tempo di sterzare.

La cassa è la verità ultima dell’azienda ma è una verità che racconta il passato. Se vuoi cambiare il finale del libro, non puoi limitarti a rileggere l’ultima pagina (la Tesoreria), devi tornare al primo capitolo (la Strategia e la Pianificazione) e riscrivere trama e personaggi, assicurandoti che ogni decisione operativa e di investimento sia progettata per creare valore e, di conseguenza, generare una cassa sufficiente a garantire che la strategia possa andare avanti.

Scritto da

Chiara Bastianelli

Partner & CFO

Partner di FinHance. Trasforma i numeri in decisioni di crescita, dopo anni tra advisory, credito e direzione finanziaria d'impresa. Scrive CFO Tips su Substack.

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