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Il Nobel 2026 che ogni imprenditore mette in pratica già (senza saperlo)

Hall e Woodford hanno vinto spiegando che l’economia si muove sulle aspettative. Ecco come usare la stessa idea per finanziamenti, budget, banca e listini.

Chiara BastianelliPartner & CFO

Pubblicato

In questo articolo3 sezioni · 6 min di lettura
  1. 01Cosa dice il premio Nobel, in due minuti
  2. 02Cosa c’entra tutto ciò con le nostre aziende?
  3. 03Due aziende, stesso shock

Ogni imprenditore fa previsioni macroeconomiche tutti i giorni, anche senza chiamarle così: rimanda un investimento “finché non si capisce dove vanno i tassi”, alza il listino prima che lo faccia il fornitore, assume solo se vede gli ordini dell’anno prossimo. In altre parole potremmo dire che noi imprenditori decidiamo oggi in base a come immaginiamo domani.

Ieri a Stoccolma questo concetto ha vinto un Nobel.

Cosa dice il premio Nobel, in due minuti

Il premio per l’Economia 2026 è andato a Robert E. Hall di Stanford e Michael Woodford della Columbia, “per le fondamenta microeconomiche della stabilizzazione macroeconomica”. La frase è scritta in tecnicismi da comitato svedese ma l’idea alla base è semplice e ogni imprenditore la conosce bene: per capire dove va l’economia bisogna partire da come famiglie e imprese decidono quanto spendere, quanto risparmiare e a che prezzo vendere. Siccome queste decisioni guardano avanti, le aspettative contano quanto i fatti reali e concreti già avvenuti.

Negli anni Settanta i modelli macroeconomici più usati non riuscirono a spiegare la stagflazione, cioè inflazione e disoccupazione che salivano insieme (si pensava che inflazione e disoccupazione non potessero crescere nello stesso momento). Semplificando al massimo, mi perdoneranno gli accademici, la stagflazione è quando i prezzi salgono ma l’economia è ferma, e il lavoro diventa più difficile da trovare. È la combinazione peggiore, perché la vita costa di più proprio mentre redditi e fatturati smettono di crescere. Il nome unisce proprio stagnazione e inflazione.

Di solito le due cose vanno in direzioni opposte: quando l’economia cresce i prezzi tendono a salire e quando rallenta tendono a calmarsi. Con la stagflazione no e chi deve intervenire sulle politiche macroeconomiche si trova bloccato: se alza i tassi per frenare i prezzi, rallenta ancora di più l’economia se li abbassa per sostenerla, rischia di alimentare l’inflazione.

Per un imprenditore stagflazione vuol dire costi in aumento e clienti che comprano meno, tutto nello stesso momento.

Il lavoro di Hall e Woodford ha contribuito in modo decisivo a costruire i modelli che le banche centrali usano oggi. Hall ha studiato soprattutto lavoro, consumi e disoccupazione, e per decenni ha presieduto il comitato che data ufficiosamente le recessioni americane. Woodford è tra i padri della macroeconomia neokeynesiana moderna e ha spiegato perché una banca centrale può influenzare l’economia anche solo dicendo cosa farà.

Questa leva si chiama forward guidance, e in Europa l’abbiamo vista in azione. Vi ricordate il leggendario “Whatever it takes” di Draghi? Avvenne nel luglio 2012, un anno dopo, quindi siamo nel luglio 2013 la BCE dichiarò per la prima volta che si aspettava di tenere i tassi “ai livelli attuali o inferiori per un periodo prolungato”. Nessuna nuova mossa sui tassi, solo una frase, che bastò a orientare le scelte di banche, famiglie e imprese.

Cosa c’entra tutto ciò con le nostre aziende?

Il modo più semplice per capire l’impatto sull’attività imprenditoriale è l’Euribor, a cui è legata buona parte dei finanziamenti a tasso variabile delle PMI italiane. L’Euribor incorpora quello che il mercato si aspetta dalla BCE, e quindi spesso si muove prima del tasso ufficiale. Tra gennaio e giugno 2022 l’Euribor a 12 mesi era già salito di circa un punto e mezzo, e la BCE alzò i tassi per la prima volta solo a luglio. Chi guardava le aspettative aveva qualche mese di vantaggio, chi guardava solo il tasso ufficiale se ne accorse solo con la rata nuova.

Oltre all’osservazione sull’Eribor ci sono altri quattro modi per portare praticamente il Nobel in azienda, eccovi 4 CFO Tips pronti da usare, soprattutto in questo periodo di castagne, uva e budget.

Due aziende, stesso shock

Immaginate due aziende di componentistica, entrambe con un finanziamento a tasso variabile acceso nel 2021. La prima, all’inizio del 2022, nota che l’Euribor a 12 mesi ha cominciato a salire, chiede alla banca la curva dei tassi e decide di coprirsi con un cap. Nel frattempo aggiorna il budget con un’ipotesi di costo del debito più alta e lo condivide con la banca. La seconda aspetta la mossa ufficiale della BCE. Quando arriva, le coperture costano già molto di più e la rata cresce trimestre dopo trimestre. Lo shock è lo stesso per entrambe. A fare la differenza è il momento in cui hanno deciso di guardare avanti.

Hall e Woodford hanno costruito su questa intuizione una parte importante della macroeconomia moderna. Per un’impresa è una disciplina quotidiana, alla portata di chiunque abbia un budget, un piano di tesoreria e una banca con cui parlare.

Complimenti a Robert Hall e Michael Woodford per questo Nobel. Dietro una motivazione che sembra scritta per pochi addetti ai lavori c’è un’idea che ogni imprenditore usa da sempre, e che loro hanno avuto il merito di rendere rigorosa: si decide oggi in base a come si immagina domani.

Tra un paper presentato a Jackson Hole e la riunione del lunedì mattina in un’azienda di quaranta persone la distanza sembra enorme. In realtà è più corta di quanto pensiamo, e accorciarla è una delle parti più belle del mio mestiere: significa prendere quello che la ricerca scopre e trasformarlo in un budget più credibile, in un finanziamento negoziato meglio, in una telefonata alla banca fatta un trimestre prima.

Sono fermamente convinta che le idee premiate a Stoccolma diventano utili davvero quando arrivano sulla scrivania di chi un’impresa la guida ogni giorno.

L’ultima parola la lascio a Woodford:

“Non solo le aspettative sulla politica monetaria contano: almeno nelle condizioni attuali, conta molto poco altro.”
Michael Woodford, 2005


Scritto da

Chiara Bastianelli

Partner & CFO

Partner di FinHance. Trasforma i numeri in decisioni di crescita, dopo anni tra advisory, credito e direzione finanziaria d'impresa. Scrive CFO Tips su Substack.

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