Il 31 dicembre è solitamente il giorno dei bilanci emotivi, quelli fatti di buoni propositi mischiati a brindisi e quelli visionari. Ma io sono un CFO e vorrei lasciare questo 2025 con qualche consiglio pragmatico e una check list di 3 numeri da controllare immediatamente prima di far iniziare questo 2026.
Il primo pensiero che voglio condividere è che se guardo ai numeri e alle persone con cui ho lavorato quest'anno, mi rendo conto che il vero tema non è "fare di più", ma scegliere meglio.
Scegliere è una attività che spesso le aziende rimandano. La libertà tanto agognata a volte incute (come i numeri) anche un po’ di timore e si procrastinano: i conti, i collaboratori, scelte complesse sui prodotti… il punto è che spesso si evita di scegliere.
E allora vediamo quali spunti pratici possiamo portarci a gennaio per provare a scegliere bene o, se preferite, a sbagliare meglio.
#Riflessione n.1
Si parla spesso della "solitudine dell’imprenditore", delle volte anche romanzando il concetto del “in vetta si è soli” come se stessimo parlando di un inesorabile destino eroico. La verità è più pragmatica: spesso confondiamo la solitudine con l’isolamento, e questo isolamento spesso è tecnico.
Ci hanno venduto l'idea del leader onnisciente, ma è matematicamente impossibile possedere verticalità su ogni funzione aziendale. La letteratura sul Capitale Sociale Cognitivo (Nahapiet & Ghoshal) insegna che il valore di un’impresa risiede nella rete di competenze che l’imprenditore sa orchestrare, non in quelle che possiede. Se l’imprenditore si isola perché "nessuno capisce il business come me", sta solo creando un collo di bottiglia. Ammettere di avere dei dubbi, aprirsi al confronto internamente o anche esternamente all’azienda è una buona prassi di Risk Management. Quindi parliamo, confrontiamoci, non chiudiamoci in cerchi magici o in convinzioni auto alimentate.
#Riflessione n.2
Diciamocelo: quattro quinti dei problemi che tolgono il sonno alle aziende hanno una radice economico finanziaria. Avere minimo un budget, un Business Plan e un controllo di gestione funzionante non è roba da aziende mature e pronte a spendere ma è l’abc necessario, l’alternativa non si può nemmeno chiamare imprenditorialità, io la chiamerei gioco d’azzardo.
Secondo la teoria delle Opzionalità Reali di Stewart Myers (MIT), ogni decisione è un'opzione che ha un valore. Ma senza dati, non puoi calcolare questo valore e si commette l’errore di rimanere nel terreno delle impressioni, sensazioni, bias personali. L’area Finance serve, strutturata, ed è il timone dell’azienda, dice se quel progetto è un investimento o un suicidio assistito, se il prodotto tanto amato da tutti nasconde una voragine di cassa, aiuta a potenziare le altre aree aziendali operando come business partner super partes. Nel 2026 strutturare queste aree Finance, con dei tool, delle competenze senior, oppure l’improvvisazione sarà la voce di costo più alta nel conto economico.
#Riflessione n.3
I professionisti migliori costano, è un dato di fatto, ma il costo non è solo la RAL. I talenti che fanno la differenza hanno standard altissimi sull'ambiente di lavoro: non tollerano l'incompetenza, non sopportano la maleducazione e fuggono dal disordine organizzativo.
Circondarsi di mediocri per risparmiare è un debito tecnico che si paga con interessi da strozzino.
#Riflessione n.4
Le persone intorno a noi hanno un potere immenso: possono farci fiorire o farci appassire.
Non fraintendetevmi, non voglio chiamare in causa la poesia (siamo persone di numeri!), sto parlando di produttività marginale. Un team allineato agisce come un moltiplicatore di capitale, un team tossico agisce come un fattore di sconto sul valore dell’ azienda.
Scegliere chi avere vicino non è solo una questione di "clima aziendale" (eh no il corso di salsa per i dipendenti non è cultura aziendale che può risolvere questi problemi) è una scelta strategica di allocazione dell’energia vitale che, notoriamente ,è la risorsa più scarsa di cui i manager e gli imprenditori dispongono.
#Riflessione n.5
Studiatevi la differenza fra piano economico e piano finanziario. Licenziare i manager che non la sanno o almeno pagategli un corso.
#Riflessione n.6
Ognuno fa il suo mestiere. Basta, vi prego, basta, alle competenze improvvisate. Scherzavo con un collega qualche giorno fa ricordando quante persone in questo anno ci hanno detto “eh ma io il budget lo facevo” e intendeva che nel lavoro precedente faceva la lista dei costi annuali di un reparto in una multinazionale. Oppure “ma sai quanti business plan ho fatto io quando ho iniziato” e poi scopri che nel “business plan” non c’era nè lo stato patrimoniale nè il rendiconto finanziario indiretto. Tanto del fabbisogno economico chissenefrega….conta solo la strategia (senza numeri, validata da sola, a Natale si sa, tutto può succedere).
Ma voi ci andreste da un dentista a farvi curare il cuore? Ecco. Ognuno ha la sua professionalità. L’improvvisazione o la mancanza di competenze può far danni mortali.
Il mio augurio per il 2026 è che sia pieno di scelte. Scegliere fa paura perché ogni scelta è una rinuncia.
È necessario scegliere dove allocare le risorse del budget.
È necessario scegliere quali prodotti tenere e quali rami secchi tagliare (anche se sono i tuoi preferiti).
È necessario scegliere di chi vogliamo circondarci e chi vogliamo diventare.
La neutralità in azienda è una lenta agonia. Scegliere è l’unica vera leva economico finanziaria che abbiamo.
E ora come promesso… la Checklist del CFO: 3 test di verità per il tuo 1° Gennaio
Prima di stappare lo spumante, passa il tuo business sotto questa lente tecnica. Se non hai risposte certe a queste tre domande, la tua prima "scelta" del 2026 è già scritta.
1. Analisi di marginalità (Product Pruning): Qual è il 20% dei tuoi prodotti/servizi che genera l'80% del margine? Sei pronto a rivedere cosa drena risorse e focus, o continuerai a sovvenzionare l'inefficienza per motivi affettivi?
2. Burn rate e rumway: Se domani il tuo fatturato si azzerasse, per quanti mesi la tua struttura attuale potrebbe sopravvivere senza iniezioni di capitale? Se la risposta è inferiore a 6 mesi, la tua priorità non è la crescita, è la messa in sicurezza.
3. Audit del capitale Umano: Guarda i tuoi primi 5 collaboratori. Se domani dovessi riassumerli da zero, conoscendo le loro performance attuali, lo rifaresti? Se la risposta è "no" per qualcuno di loro, quel "no" ti sta costando più del suo stipendio.
Buon 2026 a tutti!
Chiara
