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Buchi neri, buchi bianchi e investimenti aziendali

Cosa hanno in comune i buchi bianchi di Rovelli, un COO che mi voleva al rogo e la valutazione di un investimento?

Chiara BastianelliPartner & CFO

Pubblicato

In questo articolo3 sezioni · 7 min di lettura
  1. 01La terra non è piatta
  2. 02Dalla fisica al pane e salame: i conti del CFO
  3. 03Una storia vera: il manager che mi voleva al rogo

Buongiorno e buona Domenica a tutti i miei lettori.

La puntata di oggi di CFO Tips è una puntata più filosofica del solito e vi porterò con me in un viaggio a metà tra la fisica quantistica e l’economia aziendale.

Per farmi perdonare della divagazione prometto che il prossimo pezzo sarà molto pratico e pragmatico e tratterà “Come impostare sconti commerciali fatti bene e non a caso”, quindi se la fisica è troppo fuori tema sentitevi liberi di saltare l’appuntamento di oggi e ci vediamo settimana prossima. Oggi invece per chi rimane, sogniamo in grande e vediamo cosa c’è nella Fisica quantistica di simile rispetto alla scienza cugina e molto meno nobile e sexy dell’Economia Aziendale, terreno di praticoni e di CFO disperati.

La terra non è piatta

Allora, partiamo dal terrazzo.

Sta mattina ero sul mio balcone di casa a godermi il vento fresco con il sole di giugno con vista colline dell’Umbria, insieme al mio cane Camomilla che sonnecchiava e a “Buchi Bianchi” di Carlo Rovelli. Rovelli racconta di questi oggetti teorici che sono l'opposto di un buco nero: invece di inghiottire tutto, restituiscono. In poche parole (Rovelli, perdonami!) il buco nero è una stella che implode in se stessa e sprofonda in uno spazio asintotico (cioè a “imbuto”, il buco nero appunto) e secondo Rovelli rimbalza e esce da un buco bianco. Una cosa che la fisica fatica a digerire perché va contro il modo in cui siamo abituati a immaginare il tempo e lo spazio.

A un certo punto della mia lettura mi sono fermata e non per i buchi bianchi, che è un onore provare a capire e che forse la mia mente può solo afferrare in parte, ma per una idea che mi è arrivata, a caso, che il mio cervello ha buttato lì: un tempo Leonardo passava dalla fisica all'ingegneria all'arte senza chiedere il permesso a nessuno. Oggi non più. E mi è dispiaciuto, perché è proprio quando attraversi i confini delle diverse discipline che ti accorgi che le idee si somigliano più di quanto sembri.

E infatti, leggendo di un buco bianco, ho pensato a una riunione.

Facciamo l’esempio più stupido possibile ma che dovrebbe farsi capire bene. Ti offro mille euro. Li vuoi adesso o tra cinque anni? Tutti rispondono adesso, e hanno ragione senza sapere perché. Quei mille euro tra cinque anni valgono meno: l’inflazione li erode e mille euro in mano oggi potresti investirli e ritrovartene di più grazie agli interessi. Il tempo non è neutro sul denaro. Mille euro non sono mille euro, dipende da quando.

E qui succede la cosa interessante: quando mi capita di spiegare questo esempio banale nelle aziende la reazione che trovo non è curiosità… È resistenza, un muro, a volte anche alto. Perché sto dicendo a qualcuno che la cosa che gli sembra evidente, osservabile, sotto gli occhi, in realtà non funziona così.

La terra sembra piatta. La vedi piatta, è ovvio che sia così, guarda tu stesso. Cammini e non cadi…è l’intuizione più ragionevole del mondo proprio davanti ai tuoi occhi. Anassimandro, Copernico, Keplero hanno passato secoli a spiegare che no, è tonda e si muove, e che dall’altra parte c’è gente a testa in giù che non casca nel vuoto. Una cosa difficilissima da accettare, perché contraddice quello che gli occhi raccontano ogni mattina. Ci sono voluti secoli e tutta la potenza retorica di Galileo e la sua opera di divulgazione per convincere l’umanità di una cosa vera ma controintuitiva: la terra è tonda.

Dalla fisica al pane e salame: i conti del CFO

L’economia aziendale, che è una disciplina molto meno nobile della fisica quantistica e lo ammetto volentieri, con ironia e senza problemi, ogni tanto si trova nello stesso punto. Prova a spiegare che la terra non è piatta: che il margine non è il fatturato, che il cash non è l’utile, che un investimento non è una sottrazione. E ogni tanto si becca lo sguardo di chi pensa di avere davanti un eretico. Meno male che almeno oggi non si bruciano le streghe sui roghi in pubblica piazza perchè l’avrei rischiata grossa.

E qui c’è la cosa che mi ha fatto sorridere mentre leggevo.

Io, al liceo, di fisica non ho mai capito niente. Eppure Carlo Rovelli è riuscito a farmi capire, più o meno dai, cosa sia un buco nero, e addirittura a farmi sognare un buco bianco. Non perché io sia diventata brava in fisica ma perché lui è bravo a spiegarla. E allora il ragionamento si ribalta: se una come me può arrivare a immaginare un buco bianco, allora qualsiasi imprenditore può capire l’economia aziendale che gli spieghiamo, a patto che noi la divulghiamo bene. Se il concetto non passa, il problema non è quasi mai di chi ascolta ma lo è di chi spiega.

Una storia vera: il manager che mi voleva al rogo

Una volta un manager mi disse che stavo dicendo cose matematicamente sbagliate. Con tono sicuro, di quelli che chiudono la discussione. Non mi sono offesa ma ho provato davvero molta frustrazione e ho capito che il problema non era la matematica. Era che gli stavo chiedendo di rinunciare a un’intuizione comoda e nessuno lo fa volentieri: non è altro che la stessa difesa che per secoli hanno tenuto le persone che sostenevano che la terra fosse piatta.

Da quella riunione ho imparato due cose che mi porto oggi dietro tutti i giorni in ogni riunione, CdA e colloquio con Fondi e Banche:

  1. Avere ragione non basta, serve farla digerire. Copernico aveva ragione e nessuno gli credeva.

  2. La resistenza ha due facce, e vanno trattate in modo diverso. C'è chi resiste perché un'idea è controintuitiva e nessuno gliel'ha mai spiegata bene: lì il lavoro è mio, devo trovare i mille euro al posto della formula.

Dare dell'eretico a chi porta un'idea nuova costa molto meno di mettersi in gioco. Si fa molto meno fatica, ma voi in azienda volete persone che non vogliono far fatica o persone che comprendano davvero la realtà?

La seconda faccia della resistenza è quel manager che con fare canzonatorio ti dice che sei tu a sbagliare e che lui invece ha capito tutto perchè è ovvio che la terra sia piatta. Chi vuole essere un manager del genere? Nessuno. Nel caso specifico questo manager era addirittura il COO quindi l’errore era grave ma non del manager quanto di chi lo ha messo lì, in quel ruolo, con quel potere di ridere del fatto che qualcuno dica che la terra è tonda.

Il rischio, in azienda, non è quasi mai trovarsi davanti qualcuno che non capisce ma è trovarsi davanti qualcuno che non vuole capire, e che pur di non rivedere un’intuizione comoda preferisce accendere il rogo in piazza.

Come possiamo non diventare come quel manager? Non smettendo mai di dubitare, di noi stessi, della Terra piatta, e anche di quell’investimento.

Rovelli scrive che la scienza nasce dal coraggio di dubitare di quello che ci sembra ovvio.

È un coraggio che non possiamo pretendere dagli altri ma possiamo pretenderlo da noi stessi, e puoi anche smettere di lavorare con chi ha deciso che la terra è piatta e non se ne parla più.

Stamattina, chiudendo il libro sul balcone e appropinquandomi a scrivere questo articolo ho pensato che forse è questo che intendeva Leonardo quando passava da una disciplina all'altra senza chiedere permesso. Che le idee buone si assomigliano tutte e che il mestiere non è averle: è farle attraversare la testa di qualcun altro ma anche la nostra. Sforziamoci di provare almeno a comprendere cosa sono i buchi bianchi, anche se ci sembrano folli, ridicoli e lontani dalla nostra realtà quotidiana, sforziamoci di essere migliori e di provare quantomeno a capirlo, questo Universo.

“Fatti non foste a viver come bruti…”

diceva Ulisse ai compagni nell’inferno di Dante

“… ma per seguir virtute e canoscenza!”

Ogni tanto, anche in azienda proviamo a fare come Ulisse e perseguire la virtù e la conoscenza. Puoi aspettare che Galileo ci metta anni e anni a convincere la tua azienda che la terra è tonda oppure puoi accelerare quel processo perchè diciamocelo, è un po’ imbarazzante nel 2026 sostenere che la terra sia piatta.

A voi la scelta!

Scritto da

Chiara Bastianelli

Partner & CFO

Partner di FinHance. Trasforma i numeri in decisioni di crescita, dopo anni tra advisory, credito e direzione finanziaria d'impresa. Scrive CFO Tips su Substack.

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